Fare sport aiuta contro il lipedema?

Tra le malattie ancora troppo sottovalutate, il lipedema è una delle più diffuse: colpisce circa l’11% della popolazione, prevalentemente donne. In pratica, una donna ogni dieci persone potrebbe soffrire di lipedema. Spesso viene confuso con cellulite o obesità, ma si tratta di una malattia complessa e sfaccettata, che non può venire trattata con soluzioni facili e temporanee ma richiede una moltitudine di interventi coordinati. Tra questi c’è l’attività fisica.

Breve panoramica sul lipedema

Il lipedema corrisponde a un accumulo abnorme di grasso cutaneo.

Al contrario dell’obesità, l’accumulo di grasso non è proporzionato in tutto il corpo, ma è estremamente localizzato. Capita che l’accumulo avvenga solo nelle gambe, oppure in maniera localizzata nei fianchi, nelle braccia o nell’addome. Anche persone visivamente “magre” possono soffrire di lipedema agli arti, che appaiono gonfi e sproporzionati. Il lipedema è anche diverso dalla cellulite, nonostante presenti un aspetto di “pelle a buccia d’arancia”. Per iniziare, ha una causa differente – non un’infiammazione dei setti fibrosi, ma un’alterazione delle cellule adipose. Alla condizione estetica si aggiungono dolori frequenti (anche a riposo), formicolii ed ematomi, e rischia di peggiorare nel tempo.

Non è nemmeno ritenzione idrica, ma è probabile che chi soffre di lipedema soffra anche di ritenzione idrica, dato che la microcircolazione delle gambe viene alterata. La combinazione delle due problematiche, come è facile immaginare, peggiora l’aspetto estetico e, ancora più importante, la qualità della vita.

Ma allora, cos’è il lipedema?

Del lipedema si sa ancora troppo poco. Un recente articolo sulla rivista “Obesity” propone una vera e propria call to action, ovvero una “chiamata alle armi” per tutti i professionisti della salute. Infatti, gli studi dedicati al lipedema sono ancora troppo, troppo pochi. Non si ha nemmeno una panoramica completa della sua diffusione! Le stime attuali dicono che interessa circa il 10% delle persone, ma sono ancora studi piccoli e non ripetuti: in pratica, la percentuale reale potrebbe essere minore, ma anche maggiore.

La stragrande maggioranza delle pazienti sono donne, mentre uomini affetti da lipedema se ne contano sulla punta delle dita. Si pensa quindi – ragionevolmente – che sia una malattia dovuta a problematiche genetiche e/o ormonali che scombinano il funzionamento degli adipociti (le cellule dei tessuti “grassi”). Tuttavia, non si sa bene quali siano queste problematiche né da cosa siano causate.

Un altro aspetto che manca è il riconoscimento di “biomarker”, elementi chimici che facciano da “firma” per la malattia e che possano essere rilevati tramite un semplice esame medico (magari, un esame del sangue). In pratica, ad oggi, non è possibile fare un esame di qualche minuto e ottenere una diagnosi affidabile: per identificare il lipedema ci si basa quasi esclusivamente sull’analisi dei sintomi, che però potrebbero apparire tardi e obbligare medici e pazienti a “rincorrere” la malattia anziché prevenirla.

Tutti questi aspetti rendono il lipedema una malattia ancora poco conosciuta, su cui circolano diversi “falsi miti” e per cui ci sono ampi margini di miglioramento per affrontarlo.

Falsi miti e ricerca

Dato che il lipedema è ancora poco studiato, è ancora circondato da molti falsi miti.

Per cominciare, un falso mito è che la strada chirurgica sia l’unica cura. È vero che questo tipo di interventi permette di intervenire localmente, per rimuovere il grasso in eccesso; tuttavia, in molti casi il lipedema si è rivelato estremamente resiliente, riemergendo e tornando ad affliggere le pazienti. Inoltre, gli interventi chirurgici non riescono a risolvere le cause profonde – proprio perché, purtroppo, ancora non si conoscono. Infine, l’esperienza medica è concorde: il lipedema non causa obesità, ma moltissime persone affette da lipedema sono anche obese. Gli interventi locali non potranno quindi affrontare le varie sfaccettature del problema, ma serve un approccio più globale.

Un altro falso mito dice che controllare il proprio peso è inutile, perché l’accumulo di grasso accade anche su persone altrimenti “magre”. È vero che, una volta che il lipedema è emerso, è molto difficile se non impossibile trattarlo esclusivamente mediante diete – anche perché il dimagrimento localizzato, ahimè, non esiste. Tuttavia, strategie di alimentazione sana e attività fisica possono aiutare a prevenire ulteriori e voluminosi accumuli di tessuto adiposo. Inoltre, possono aiutare ad alleviare i sintomi dolorosi e migliorare la qualità della vita. Infine, il trattamento delle numerose persone sia obese che affette da lipedema passa necessariamente da un cambiamento di stile di vita, verso una routine più attenta al peso corporeo.

Il ruolo dello sport

Non si può controllare il proprio peso perdendo massa muscolare. Tanto per iniziare, questa “perdita” sarebbe solo fittizia, perché corrisponderebbe a perdere tessuto “buono” anziché il tessuto adiposo in eccesso connesso al problema. Poi, i muscoli servono per le numerose attività del corpo – spostamenti, attività quotidiane, salvaguardia delle articolazioni, gestione dei vasi linfatici e dell’intera circolazione, eccetera.

Quindi, tutto l’insieme degli interventi suggeriti dai medici contro il lipedema – dai regimi alimentari personalizzati ai trattamenti manuali agli interventi chirurgici – dovrebbe sempre essere accompagnato da un minimo di attività fisica. Oltre a conservare la massa muscolare, certi tipi di sport possono aiutare a ridurre il gonfiore e la pesantezza degli arti e a stimolare la circolazione.

Particolarmente consigliati sono gli sport acquatici, dal nuoto all’acquagym (a seconda delle preferenze e dal grado di avanzamento della malattia). Infatti, oltre all’attività fisica in sé, la pressione dell’acqua pare portare benefici alla microcircolazione. Risultati analoghi possono essere ottenuti con attività “terrestre” moderata, completata da calze a compressione graduata sportive. Nel dubbio, chiedi sempre a persone esperte in questo genere di malattie: non tutti gli allenatori sanno come intervenire con esercizi adeguati.

Conclusione

Questo articolo è stato scritto con molti più condizionali del solito. Il lipedema, purtroppo, è una malattia ancora poco studiata e coperta da numerosi miti. La comunità medica sta pian piano colmando i buchi di conoscenza, ma ancora molto va fatto. Sicuramente, questo aspetto dovrebbe farci riflettere ogni volta che ci vengono proposte cure “miracolose” e “immediate” per questa malattia sfaccettata e complessa.

Al momento, proprio la complessità della malattia suggerisce di trattarla con combinazioni di interventi: pressoterapia e indumenti a compressione graduata, regimi alimentari sani, controllo del peso, attività fisica e, se necessario, chirurgia.

Bibliografia

Buso Giacomo, et al. “Lipedema: a call to action!” Obesity 27.10 (2019): 1567-1576.

Bertsch T., and G. Erbacher. “Lipoedema–myths and facts Part 3” Phlebologie 47.04 (2018): 188-98.

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Sitografia

Gruppo San Donato, “Lipedema: cos’è e come si riconosce”, https://www.grupposandonato.it/news/2022/febbraio/lipedema-cose-come-riconoscerlo, 15/02/2022.

Cleveland Clinic, “Lipedema”, https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/17175-lipedema, aggiornato al 23/05/2022.